Il quadro dei dazi statunitensi continua a presentarsi estremamente incerto e in costante evoluzione, con implicazioni rilevanti per le imprese italiane esportatrici, in particolare nel comparto dei macchinari e dei ricambi. La recente decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha dichiarato illegittimi i dazi introdotti sulla base dell’IEEPA, ha aperto uno scenario nuovo, rendendo possibile la richiesta di rimborsi. Tuttavia, il sistema non può ancora considerarsi stabilizzato, sia per la possibilità di appello sia per la presenza di contenziosi ancora in corso, che rendono incerta la piena applicazione delle decisioni.
Nel frattempo, il quadro tariffario continua a essere caratterizzato da una pluralità di strumenti attivi. I dazi Section 232 su acciaio, alluminio e rame, che non sono oggetto di contestazione giuridica, restano pienamente operativi e sono stati recentemente modificati nella loro applicazione. La nuova disciplina introdotta ad aprile ha infatti ampliato la base imponibile, prevedendo in molti casi l’applicazione del dazio sull’intero valore del bene importato e non più solo sul contenuto metallico. Per alcune categorie di prodotti, tra cui diversi codici del capitolo 84 rilevanti per i macchinari, è stato introdotto un regime temporaneo più favorevole fino alla fine del 2027, con un livello massimo del dazio complessivo fissato al 15%. Allo stesso tempo, è stata introdotta una soglia minima di rilevanza del contenuto metallico, che limita l’applicazione del dazio ai prodotti in cui tale componente raggiunge almeno il 15% del peso totale. Rimane comunque centrale la necessità di tracciare con precisione l’origine dei metalli utilizzati, in particolare il Paese di fusione e colata, per evitare penalizzazioni e l’applicazione di dazi più elevati.
A questo si aggiunge il dazio temporaneo introdotto ai sensi della Section 122, pari al 10%, che si applica in modo generalizzato e si cumula con il dazio base e con altre misure, come quelle antidumping o Section 301. La misura ha natura temporanea, con una scadenza prevista a luglio 2026, ma anch’essa è soggetta a possibili modifiche o contestazioni.
Un ulteriore elemento di attenzione riguarda le prospettive future della politica commerciale statunitense. È stato infatti evidenziato come gli Stati Uniti potrebbero ricorrere nuovamente alla Section 301 per introdurre nuove misure tariffarie, anche in sostituzione di quelle dichiarate illegittime. In questo senso, sono già state avviate indagini su alcune pratiche ritenute scorrette da parte dell’Unione Europea, che potrebbero tradursi in nuovi interventi tariffari nei prossimi mesi.
Sul fronte operativo, la questione dei rimborsi dei dazi IEEPA rappresenta un tema di particolare interesse per le imprese. È stato recentemente attivato il portale CAPE, integrato nel sistema doganale statunitense, attraverso il quale è possibile presentare le richieste. Tuttavia, l’accesso alla procedura è limitato a specifiche categorie di operazioni e può essere effettuato esclusivamente dall’importatore registrato o dal broker autorizzato. Il rimborso non è automatico e dipende dalla solidità giuridica delle decisioni su cui si basa, rendendo necessaria una valutazione puntuale di ogni singolo caso. Inoltre, alcune situazioni, come la presenza di protest già aperti, possono limitare o impedire l’utilizzo della procedura.
Emerge di conseguenza la necessità per le imprese di adottare un approccio strutturato e consapevole alla gestione del rischio tariffario. Solo attraverso una gestione accurata e continuativa sarà possibile contenere i costi, evitare criticità operative e cogliere eventuali opportunità di rimborso. È fondamentale di conseguenza:
- verificare i codici doganali USA applicabili ai prodotti esportati;
- controllare se i prodotti rientrano negli allegati della nuova disciplina 232;
- raccogliere documentazione su origine, fusione e colata dei metalli contenuti nei prodotti;
- verificare se l’importatore USA dispone delle credenziali ACE e della registrazione ACH;
- valutare l’eventuale richiesta di rimborso dei dazi IEEPA tramite CAPE;
- monitorare le prossime scadenze, in particolare il possibile appello entro giugno e la scadenza del dazio Section 122 a luglio.
Nel complesso, il contesto attuale conferma come il tema dei dazi USA richieda un’analisi sempre più puntuale e caso per caso. Per le imprese del settore del printing e del converting, fortemente orientate all’export, il monitoraggio costante delle evoluzioni normative e la capacità di adattamento diventano elementi essenziali per preservare competitività e accesso al mercato statunitense.