Il nuovo Compendio Statistico StudiaBo, aggiornato a luglio 2026, restituisce un quadro internazionale caratterizzato da una significativa tenuta del commercio mondiale, nonostante le tensioni geopolitiche e il contesto protezionistico. Nel primo semestre 2026 la domanda mondiale di beni è stimata in crescita di circa l’8% a prezzi costanti, con un’accelerazione nel secondo trimestre. In termini nominali, gli scambi globali aumentano del 12% in dollari e del 6% in euro. Particolarmente dinamici risultano i comparti delle materie prime e della metalmeccanica, quest’ultima in crescita del 21,6% nel trimestre più recente.
Più complesso resta invece lo scenario per il comparto delle macchine per cartiere, stampa ed editoria. Dopo il forte calo registrato nel primo trimestre, anche il secondo trimestre 2026 evidenzia una contrazione della domanda mondiale: -13,5% a prezzi correnti e -13,7% a prezzi costanti. Tra i principali esportatori, l’Italia registra nel secondo trimestre una flessione dell’8,7%, più contenuta rispetto a Cina (-12,3%) e Giappone (-25,6%), mentre la Germania riduce significativamente il calo rispetto ai primi tre mesi dell’anno. Per l’export italiano, le macchine per la stampa e l’editoria mostrano però un segnale positivo nel secondo trimestre, con una crescita dell’11,2%, mentre restano in calo le macchine per cartiere (-13,9%).
Sul fronte delle commodity, giugno ha segnato una parziale distensione dei prezzi dopo le forti tensioni dei mesi precedenti. Gli energetici sono diminuiti del 9,3% rispetto a maggio, mentre il Brent ha registrato una contrazione mensile superiore al 17%. I livelli restano tuttavia ancora superiori a quelli precedenti al conflitto: a giugno gli energetici risultano oltre il 18% sopra febbraio 2026 e il totale delle commodity oltre l’11%. Tra le principali materie prime industriali continuano inoltre a registrarsi aumenti per plastiche ed elastomeri, metalli non ferrosi e commodity destinate agli imballaggi alimentari.
Segnali più favorevoli arrivano dalla produzione manifatturiera italiana, che a maggio ha registrato il quarto incremento tendenziale consecutivo. Nei primi cinque mesi del 2026 la crescita è stata sostenuta soprattutto dai beni strumentali, in aumento del 4,2%, mentre la produzione dei beni di consumo resta in territorio negativo. Il quadro europeo appare invece più incerto, con una dinamica manifatturiera ancora debole.
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