Dopo oltre trent’anni, con la pubblicazione del Libro Bianco “Made in Italy 2030” il Ministero delle Imprese e del Made in Italy riunisce i tanti fili rossi della strategia industriale nazionale per offrire una visione unitaria basata sulla riscoperta del manifatturiero, sulla valorizzazione del Made in Italy e sulla forza delle nostre filiere produttive.
Nel volume, il MIMIT riconosce la filiera del packaging tra gli otto comparti abilitanti del sistema produttivo nazionale, valorizzando un settore già strutturale per la competitività del Paese. Un riconoscimento che conferma il ruolo trasversale del packaging nelle catene del valore e il percorso industriale costruito nel tempo dalle imprese, che hanno reso il comparto un punto di riferimento a livello mondiale.
La filiera del Packaging si pone a valle di tutte le filiere produttive del sistema nazionale. Nel 2023 impiegava 172 mila occupati, generando un fatturato di 55 miliardi di euro e 15 miliardi di valore aggiunto. Nel 2024 le esportazioni della filiera hanno raggiunto 12 miliardi di euro. Il packaging italiano è sinonimo di circolarità, sicurezza e sviluppo di nuovi materiali, affermatosi come un comparto leader in Europa per l’impegno nella ricerca e sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche e sostenibili.
Le imprese del comparto stanno investendo in soluzioni tecnologiche di processo e prodotto che possono contrastare la competizione dei Paesi asiatici, in linea con le priorità stabilite anche a livello europeo.