I dati ISTAT elaborati da StudiaBo per ACIMGA confermano una prima parte del 2026 complessa per il commercio estero italiano di macchine da stampa, converting e legatoria. Dopo un primo semestre chiuso con esportazioni in calo del 7,7%, il mese di luglio registra un lieve segnale positivo: l’export cresce dell’1,3% rispetto a luglio 2025, mentre le importazioni diminuiscono di oltre il 4,5%. Il miglioramento mensile non è però ancora sufficiente a invertire la tendenza: nei primi sette mesi dell’anno le esportazioni raggiungono 915 milioni di euro, con una flessione del 7,1% su base annua, mentre le importazioni, pari a 311,2 milioni, arretrano del 9,8%.

Dal punto di vista geografico, il quadro rimane fortemente differenziato. L’Europa, che rappresenta quasi la metà dell’export italiano del settore, registra nei primi sette mesi una contrazione del 12,3%. Ancora più marcata la flessione verso Asia (-23,2%) e Medio Oriente (-28,9%), sebbene queste due aree abbiano un peso più contenuto sul totale delle esportazioni. Maggiore tenuta arriva invece dalle Americhe, complessivamente sostanzialmente stabili (-0,5%), mentre Africa e Oceania mostrano tassi di crescita positivi, partendo tuttavia da valori assoluti più contenuti.

Anche all’interno delle singole aree emergono dinamiche molto diverse. Gli Stati Uniti restano saldamente il primo mercato di destinazione, con 158,6 milioni di euro e una quota del 17,3% sul totale, ma segnano una flessione dell’8,6%. In Europa si distinguono la Polonia, diventata il secondo mercato con una crescita del 22,2%, e, in negativo, Francia (-19%), Germania (-39%) e Spagna (-49,3%). Particolarmente dinamico anche il Messico, che cresce del 67,9% e raggiunge 42,1 milioni di euro. In Asia prosegue invece il differente andamento dei due principali mercati: India +25,8% e Cina -10,6%.

Il confronto con il dato di giugno evidenzia alcuni cambiamenti significativi. A fine primo semestre, ad esempio, l’export verso gli Stati Uniti risultava in calo del 20,7%, mentre a luglio la flessione cumulata si riduce all’8,6%. Anche il Nord America nel suo complesso passa dal -14,4% di gennaio-giugno al -1,4% di gennaio-luglio, indicando un sensibile recupero nel mese. Parallelamente, la Polonia passa da -8,6% a +22,2%, rafforzando il proprio peso tra i principali mercati europei.

A pesare maggiormente sulla performance complessiva sono proprio i due comparti che rappresentano la quota più rilevante delle esportazioni del settore. Nei primi sette mesi le macchine per converting, con 538,5 milioni di euro e il 58,9% dell’export complessivo, registrano una contrazione del 12,1%. Le macchine da stampa, che valgono 229,7 milioni e il 25,1% del totale, limitano invece il calo al 7,3%. Positivo, al contrario, l’andamento dei comparti di dimensioni più contenute: le macchine cartotecniche crescono del 25,8%, mentre macchine e materiali per la preparazione delle forme segnano un +17,6%. Le macchine per legatoria risultano sostanzialmente stabili, con un +0,7%. Il dato di luglio mostra inoltre un miglioramento per le macchine da stampa rispetto al -11,6% registrato a fine giugno, mentre per il converting la contrazione rimane sostanzialmente invariata.

Sul fronte delle importazioni, il quadro dei primi sette mesi mostra una flessione più marcata rispetto all’export (-9,8%). La Germania continua a rappresentare di gran lunga il principale Paese fornitore, con il 39,2% delle importazioni italiane, ma registra una riduzione del 17,4%. Seguono Cina (-15,8%), Paesi Bassi (+23,2%) e Francia (+28,5%).

I documenti completi sono disponibili per tutti gli associati nell’area riservata del sito Acimga.