Sono disponibili nell’area riservata del sito Acimga:

  • le ultime edizioni del Compendio Statistico mensile per il comparto Acimga delle macchine per cartiere, stampa e editoria;
  • i dati del Terzo Trimestre 2026 direttamente dalle aziende del comparto;
  • i dati di commercio estero aggiornati a gennaio 2026.

Secondo i dati a disposizione, l’avvio del 2026 si colloca in un contesto macroeconomico globale sempre più complesso, caratterizzato da tensioni geopolitiche, volatilità dei prezzi e prospettive economiche incerte. I dati disponibili sul primo trimestre 2026 indicano una sostanziale tenuta del commercio mondiale, al netto degli effetti dei prezzi. Gli scambi internazionali mantengono un andamento positivo, trainati in particolare dai beni di investimento, mentre risultano più deboli i beni di consumo e più differenziate le performance dei beni intermedi. Si tratta di un segnale importante per i settori industriali, tra cui il printing e il converting, che restano fortemente legati all’andamento della domanda globale di beni strumentali.

Parallelamente, emergono segnali di riequilibrio negli Stati Uniti, dove si registra una crescita delle esportazioni a fronte di una contrazione significativa delle importazioni nel primo trimestre dell’anno. A rendere più complesso il quadro è l’evoluzione delle tensioni geopolitiche: il conflitto che coinvolge Stati Uniti, Israele e Iran ha riacceso l’attenzione sugli snodi strategici, come lo Stretto di Hormuz. Le criticità lungo queste rotte potrebbero avere impatti rilevanti sulle catene di approvvigionamento e sui flussi energetici, con conseguenze dirette sui costi di produzione.

I mercati del Golfo assumono di conseguenza una rilevanza strategica anche per l’Italia, rappresentando circa il 3% dell’export nazionale, per un valore prossimo ai 20 miliardi di euro. Si tratta di un’area particolarmente importante per i comparti della meccanica e dell’impiantistica industriale, e quindi anche per le tecnologie del printing e del converting, che potrebbero risentire di eventuali tensioni commerciali o logistiche.

Un ulteriore elemento di pressione è rappresentato dall’andamento dei prezzi delle materie prime. Nel mese di marzo 2026 si è registrato un aumento significativo delle commodity, superiore al 15% su base mensile, trainato in larga parte dalla componente energetica. Le previsioni per il biennio 2026-2027 indicano uno scenario ancora volatile, fortemente influenzato dall’evoluzione dei prezzi di petrolio e gas naturale, con possibili ripercussioni sulla competitività delle imprese e sulla pianificazione degli investimenti.

Anche sul fronte della produzione industriale emergono segnali contrastanti. Dopo un 2025 in cui l’industria manifatturiera europea era tornata a crescere, seppur in modo disomogeneo tra i Paesi, i primi mesi del 2026 mostrano un nuovo rallentamento, con cali diffusi tra le principali categorie merceologiche e un quadro ancora incerto sulla solidità della ripresa.

Le dinamiche del commercio estero del settore delle macchine per il settore Acimga rientrano perfettamente nel quadro globale: i dati di gennaio 2026 evidenziano una contrazione delle esportazioni italiane superiore al 9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, accompagnata da una riduzione più contenuta delle importazioni (-1,6%) . Questo andamento si colloca in continuità con le dinamiche osservate nel 2025, anno che ha visto una flessione dell’export del settore a fronte di una forte crescita delle importazioni, con un saldo commerciale comunque positivo, superiore ai 900 milioni di euro.

Dal punto di vista geografico, il mercato europeo continua a rappresentare il principale sbocco per le esportazioni italiane, con una crescita nell’area UE che si contrappone però al calo dei flussi verso i Paesi europei extra-UE. Più critico il quadro per le altre aree, con una contrazione significativa verso Asia e Nord America, mentre segnali positivi arrivano dall’America Latina, dove mercati come Colombia e Messico hanno sostenuto la domanda.

Anche a livello merceologico si osservano segnali di rallentamento per le principali categorie dell’export nazionale, in particolare per le macchine da stampa e per il converting, mentre registrano una crescita i segmenti più contenuti legati alla preparazione delle forme e alla legatoria.

Per quanto riguarda invece le analisi di ordini e fatturato, il primo trimestre dell’anno ha visto dinamiche in rafforzamento, con aumenti tendenziali sia nei fatturati (+8% rispetto al primo trimestre 2025), sia degli ordini (+7,3%), peraltro già in fase positiva nel Q4-2025.
Le attese per il secondo trimestre del 2026 appaiono, anch’esse, all’insegna dell’ottimismo.

Nel complesso, l’avvio del 2026 evidenzia in ogni caso, un quadro di incertezza per il settore, in cui fattori geopolitici, dinamiche dei prezzi e andamento della domanda globale si intrecciano, rendendo sempre più centrale la capacità delle imprese di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del contesto internazionale.

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