Il Piano Transizione 5.0 si è definitivamente concluso il 27 novembre 2025, a seguito della comunicazione del MIMIT sull’esaurimento delle risorse disponibili. La chiusura è stata formalizzata dal D.L. 175/2025, convertito in legge il 15 gennaio, che ha previsto, tra le altre misure, un rifinanziamento pari a 250 milioni di euro.

Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, il credito d’imposta 5.0 richiesto dalle imprese ammonterebbe a circa 4,8 miliardi di euro, al netto delle doppie prenotazioni effettuate sui regimi 4.0 e 5.0 per i medesimi investimenti.

È attualmente in fase di definizione il decreto attuativo relativo al nuovo iperammortamento, che disciplinerà l’accesso all’agevolazione. Le bozze circolate prevedono che siano agevolabili gli investimenti in beni strumentali prodotti nell’Unione Europea o nello Spazio Economico Europeo, effettuati nel periodo 1° gennaio 2026 – 30 settembre 2028.

La procedura di accesso all’incentivo si articolerà in tre comunicazioni da effettuare tramite la piattaforma del GSE:

  • comunicazione preventiva degli investimenti programmati, con indicazione di importi, tipologia e strutture produttive interessate;

  • comunicazione intermedia, entro 60 giorni, attestante il pagamento di almeno il 20% del valore dell’investimento;

  • comunicazione di completamento, al termine degli investimenti e comunque entro il 15 novembre 2028, corredata da perizie, attestazioni e certificazioni.

Rientrano tra gli investimenti agevolabili anche i beni materiali destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per autoconsumo. Con riferimento alle tecnologie agevolabili, si rinvia all’elenco delle Nuove Tecnologie predisposto da Confindustria e agli elenchi pubblicati nella GU.

TECNOLOGIE AGEVOLABILI – TABELLA CONFIDUSTRIA

ELENCHI GAZZETTA UFFICIALE

Il decreto conferma l’obbligo di perizia tecnica asseverata, rilasciata da professionisti abilitati o enti accreditati. Per i beni con costo unitario fino a 300.000 euro, la perizia può essere sostituita da una dichiarazione del legale rappresentante. È inoltre previsto l’obbligo di certificazione contabile delle spese sostenute.

Un elemento di particolare criticità riguarda la limitazione dell’agevolazione ai beni “Made in Europe”. Su questo aspetto sono in corso valutazioni ministeriali per un possibile ampliamento dell’ambito di applicazione anche ai beni provenienti da altri Paesi OCSE, in particolare Stati Uniti e Giappone. La questione assume rilievo soprattutto per i beni immateriali, considerata la localizzazione extra UE di molte società sviluppatrici di software.