Il 20 febbraio la Corte Suprema degli Stati Uniti ha dichiarato illegittimi i dazi “reciproci” introdotti sulla base dell’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA). Secondo il pronunciamento, tali misure violavano il diritto federale, in quanto il Presidente non dispone del potere di imporre dazi di ampiezza, durata e misura potenzialmente illimitate. La decisione non preclude tuttavia la possibilità di adottare politiche tariffarie analoghe facendo leva su altre basi giuridiche, né prevede esplicitamente il rimborso dei dazi già riscossi.

Nella stessa giornata, con il proclama intitolato “Imposing a Temporary Import Surcharge to Address Fundamental International Payments Problems”, l’amministrazione americana ha annunciato un nuovo dazio aggiuntivo del 10% su tutti i prodotti importati negli Stati Uniti, facendo riferimento alla Sezione 122 del Trade Act del 1974, normativa finalizzata a correggere squilibri della bilancia dei pagamenti o a stabilizzare la valuta.

I nuovi dazi entreranno in vigore alle ore 12:01 (EST) del 24 febbraio 2026, salvo eventuale sospensione, modifica o cessazione anticipata da parte del Presidente, oppure proroga mediante atto del Congresso. La misura ha carattere temporaneo, con una durata prevista di 150 giorni (fino a luglio 2026).

Il dazio del 10% si aggiunge alle tariffe già in vigore prima dell’introduzione della campagna di imposizione unilaterale dei dazi dell’aprile 2025 (cosiddetto Liberation Day). Di conseguenza, per le esportazioni dall’Italia verso gli Stati Uniti si configura da oggi un’aliquota complessiva di circa il 15%.

Resta tuttavia incerta la compatibilità di tali misure con l’Accordo Quadro UE-USA del 21 agosto 2025 (la Joint Declaration siglata in Scozia e attualmente all’esame del Parlamento europeo per la ratifica). La verifica è ora in capo alle istituzioni europee.

Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha presieduto la scorsa settimana la Task Force Dazi del MAECI – di cui fa parte anche la Federazione Carta e Grafica – ha riferito di interlocuzioni definite “rassicuranti” con la diplomazia americana. Secondo quanto riportato, l’obiettivo dichiarato dagli Stati Uniti sarebbe il ripristino del quadro precedente con l’Unione Europea, pur utilizzando una nuova base giuridica.

Nella serata del 23 febbraio, la Commissione per il Commercio Internazionale del Parlamento europeo ha deciso di rinviare il voto sulla ratifica dell’accordo commerciale UE-USA. Il presidente della commissione, Bernd Lange, ha sottolineato che la Sezione 122 si applica indistintamente a tutti i Paesi esportatori verso gli Stati Uniti e si somma al tasso di nazione più favorita, determinando per le importazioni dall’UE un livello tariffario superiore alla soglia del 15%. Secondo Lange, ciò rappresenterebbe una deviazione dai termini dell’accordo di Turnberry.

Per monitorare l’evoluzione delle tariffe applicate ai singoli prodotti è possibile consultare il portale ufficiale della Commissione Europea dedicato all’accesso ai mercati:
https://trade.ec.europa.eu/access-to-markets/en/home

A titolo esemplificativo, si riporta la situazione attuale per uno dei codici Acimga (è possibile verificare tutti i singoli codici di proprio interesse):

Nell’ambito della Task Force del MAECI, ACIMGA e la Federazione Carta e Grafica continueranno a seguire gli sviluppi della situazione e a fornire aggiornamenti specifici per i prodotti di interesse del settore.