E’ disponibile l’ultima edizione del Compendio Statistico mensile elaborato dal nostro Centro Studi, per il comparto Acimga delle Macchine per cartiere, stampa e editoria.
In un contesto internazionale sempre più complesso, segnato da tensioni geopolitiche, spinte protezionistiche e trasformazioni del sistema multilaterale, i dati ExportPlanning evidenziano come il commercio mondiale di beni nel 2025 abbia mostrato una sostanziale tenuta, con una crescita stimata intorno al +5% (al netto degli Stati Uniti).
Il contributo della domanda USA è stato particolarmente rilevante nel primo trimestre, grazie a un forte accumulo di scorte, ma si è progressivamente esaurito nel corso dell’anno, con importazioni in rallentamento e poi in calo dalla seconda metà del 2025.
Se i volumi mostrano segnali positivi, il quadro è più critico in termini nominali: la svalutazione del dollaro ha determinato una forte divergenza tra le dinamiche espresse in dollari e in euro. A fine 2025, la crescita del commercio mondiale si attesta a circa +6,5% in dollari, ma solo +2% in euro, con valori negativi negli ultimi mesi dell’anno. Un contesto che rende il mercato più selettivo per gli esportatori europei.
L’analisi delle geografie della domanda evidenzia un quadro differenziato:
- Mercati in accelerazione: Germania, Canada, Messico, India e Australia, con segnali di ripresa soprattutto nel comparto automotive;
- Mercati in crescita: Europa orientale e area ASEAN, trainate da domanda tecnologica;
- Mercati in recupero: Cina, Francia e Corea del Sud, con dinamiche ancora moderate;
- Mercati in rallentamento: Stati Uniti, Regno Unito, Turchia e Brasile.
Le prime evidenze del 2026 confermano inoltre come incertezza e tensioni tariffarie siano ormai fattori strutturali. In particolare, le recenti decisioni degli Stati Uniti – tra cui l’introduzione di nuovi dazi generalizzati fino al 10%, con possibile incremento al 15% – rischiano di irrigidire ulteriormente il quadro commerciale, con impatti diretti anche sulle imprese europee.
In questo scenario, il monitoraggio continuo dei mercati diventa un elemento strategico per le aziende: comprendere l’evoluzione della domanda internazionale è fondamentale per orientare investimenti, diversificare i mercati di sbocco e rafforzare la capacità di adattamento in un contesto globale sempre più instabile.
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