Si è tenuto venerdì 6 febbraio il webinar, organizzato da FEDERMACCHINE in collaborazione con l’Uficio ICE di Istanbul, dedicato a “I nuovi obblighi in vigore dal 1° Gennaio 2026 per esportare macchine e ricambi in Turchia”.
L’evento ha approfondito la nuova normativa turca destinata a ridefinire le procedure di importazione per i beni strumentali, annunciata dal Ministero del Commercio Turco, con entrata in vigore fissata al 1° gennaio 2026. Il nuovo regolamento introduce un quadro di controllo più strutturato per garantire che tutti i macchinari importati nel paese siano pienamente conformi agli standard tecnici e di sicurezza vigenti, in linea con le principali direttive dell’Unione Europea, e vede come pilastro normativo il sistema TAREKS (Dış Ticarette Risk Esaslı Kontrol Sistemi), un’applicazione web progettata per gestire i controlli doganali in modo interamente elettronico.
I punti salienti affrontati nel corso del webinar riguardano nello specifico:
Sistema Tareks e processo d’importazione – Tareks è la piattaforma digitale che gestisce registrazione, valutazione del rischio e preautorizzazioni; l’importatore turco è il soggetto responsabile e deve caricare documentazione.
Si attua distinzione tra due principali categorie di prodotti: Prodotti a Ispezione Preventiva Obbligatoria (indicati nell’allegato 2A) e Prodotti a Ispezione Basata sul Rischio (Allegato 2B). Per prodotti in allegato 2A è obbligatoria la preautorizzazione e la valutazione tecnica preventiva; per allegato 2B è prevista la registrazione e controlli basati su rischio. L’algoritmo di Tareks considera storico dell’importatore, produttore e profilo operativo: alto rischio porta a ispezioni fisiche o test di laboratorio.
Classificazione e codici doganali – L’appartenenza alle liste dipende dalla classificazione turca dei codici doganali (i primi 6 numeri sono internazionali, le cifre successive variano per Paese); è cruciale verificare la corrispondenza secondo la classificazione turca. Casi pratici mostrano codifiche diverse per lo stesso tipo di macchina rispetto all’Europa; ciò determina obblighi documentali e di prova differenti. Oltre al Comunicato esistono altri provvedimenti (es. 2026-1, 2026-9 ecc.) che possono includere macchine o ricambi rilevanti: occorre una verifica complessiva dei vari elenchi.
Documentazione tecnica, prove e marcature – Documenti essenziali per export: dichiarazione di conformità, fascicolo tecnico, fattura descrittiva, fotografie (macchina, targhetta, marcature). Coerenza tra Tareks e documenti fisici è fondamentale.
I test (elettrici, EMC, fonometrie) devono essere emessi prima della spedizione e generalmente da laboratori accreditati; alcune prove possono coprire una famiglia di macchine. La marcatura CE è controllata: deve essere chiara sulla targhetta; in alcuni casi soluzioni alternative (etichetta applicata in produzione) sono accettate. Possibilità di regolarizzazioni in dogana per correzioni formali (fino a 30 giorni) ma tolleranza concessa tipicamente una sola volta.
Impatti commerciali e raccomandazioni pratiche – Maggiori tempi di sdoganamento e possibili costi aggiuntivi: test, traduzioni, ispezioni e conservazione di prove possono incidere su contratti già chiusi. Consigli operativi: classificare prodotti secondo allegati 2A/2B e altri provvedimenti, predisporre per tempo tutta la documentazione tecnica in turco se richiesta, coordinarsi strettamente con l’importatore turco. Per componenti non autonomi (quasi-macchine) è utile accompagnare la spedizione con dichiarazioni che chiariscano la funzione come parte di un insieme per ridurre rischi di richiesta di documenti aggiuntivi. Negoziare contrattualmente chi sopporta i costi extra (test, certificazioni, servizi legali) soprattutto quando il cliente è una società di leasing.
Si condividono di seguito le slide utilizzate durante l’incontro e il link alla registrazione del webinar.
- Slide Stefano Lugli
- Slide Stefano Nicolussi
- Slide Andrea Tacchini_ICE Istanbul
- Slide Meryem Ipeklioglu_ICE Istanbul