Il 9 gennaio gli Stati membri dell’Unione Europea hanno dato il via libera alla conclusione dell’Accordo UE-Mercosur, un negoziato avviato oltre vent’anni fa che punta a creare la più grande area di libero scambio al mondo. L’intesa coinvolgerebbe oltre 700 milioni di consumatori e rafforzerebbe i legami economici tra Europa e America Latina, in un contesto globale sempre più caratterizzato da barriere commerciali e tensioni geopolitiche.
L’accordo prevede che, nell’arco di dieci anni, i Paesi del Mercosur liberalizzino il 90% delle importazioni di beni industriali europei e il 93% dei prodotti agricoli. La progressiva eliminazione dei dazi riguarderebbe settori chiave dell’industria europea, con tariffe oggi particolarmente elevate: fino al 35% sui ricambi auto, al 20% sui macchinari, al 18% sui prodotti chimici e al 14% su quelli farmaceutici. In cambio, l’Unione Europea ridurrebbe gradualmente i propri dazi sui prodotti agricoli sudamericani, attualmente intorno al 15%.
Secondo le istituzioni europee, l’intesa avrebbe un impatto economico significativo, favorendo l’accesso a nuovi mercati, la diversificazione delle esportazioni e il rafforzamento della presenza globale dell’Europa. L’accordo potrebbe inoltre stimolare collaborazioni industriali in settori strategici per l’innovazione. Per l’Italia, i benefici risultano particolarmente rilevanti: l’interscambio commerciale con i Paesi del Mercosur supera già i 13 miliardi di euro e l’export italiano verso la regione è composto per oltre il 94% da beni industriali, con prospettive di surplus in crescita.
Tuttavia, il percorso di ratifica ha subito un rallentamento. Il 21 gennaio il Parlamento Europeo ha approvato il rinvio dell’accordo alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con 334 voti favorevoli, 324 contrari e 11 astensioni. La decisione ha di fatto congelato la ratifica, aprendo una fase di stallo che potrebbe protrarsi per mesi o anni.
Il rinvio dell’approvazione solleva interrogativi sul piano strategico ed economico. In un contesto internazionale segnato da nuove tensioni commerciali e dall’introduzione di dazi, il blocco dell’Accordo UE-Mercosur rischia di incidere sulla competitività e sulla capacità di crescita del sistema industriale europeo, limitando le opportunità di sviluppo per le imprese e le filiere produttive coinvolte.